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STEP #30: La scienza e la tecnica della cosa

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La legge che descrive la combustione di una candela (e non solo) è: Le prime candele venivano realizzate con la cera d'api, successivamente venne sostituita dalla stearina, derivata dalla saponificazione alcalina del grasso animale.  La stearina era ideale perché caratterizzata da una temperatura di fusione, dai 52 a 60 °C, vicino anche al suo punto di rammollimento, il che rendeva possibile che la candela di stearina mantenesse la sua forma anche in una stanza calda.  La stearina  C 57 H 110 O 6  è una miscela di acido palmitico e acido stearico, due fra i più comuni acidi grassi saturi rispettivamente a 16 e 18 atomi di carbonio.  Struttura della stearina Da metà '900 per la fabbricazione delle candele si utilizzò in prevalenza la paraffina, una miscela di idrocarburi saturi che ora si ottiene quasi esclusivamente dal petrolio. Oggi le candele di paraffina occupano oltre il 95% del mercato. La cera poi, può contenere uno o più additiv...

STEP #27: il museo della candela

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Se dovessi progettare le specifiche di un museo sulla candela lo organizzerei dividendolo in tre sezioni tematiche che si presenterebbero al pubblico con il seguente ordine: 1. Evoluzione dei metodi di produzione Partendo dalle prime testimonianze cinesi, risalenti al 200 a.C, dove le candele era modellate in tubi di carta, usando carta di riso per lo stoppino, e cera di un insetto locale combinata con dei semi, si arriva ai moderni macchinari per la produzione delle candele e i moderni materiali. Stampi per candele in stile coloniale di metà '800 Moderno macchinario per la fabbricazione di candele 2. Evoluzione del prodotto finito Esposizione di candele che partano dai primi esemplari mai prodotti di cui esistano testimonianze fino alle candele commercializzate al giorno d'oggi. In particolare vorrei evidenziare come nel corso del tempo la candela sia passata da essere un oggetto funzionale, usato come fonte luminosa, fino a diventare quasi esclusivamente ...

STEP #26: La candela sui francobolli

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Canada, 1972: USA, Washington, precedente al 1960: Canada, 1972: Brasile, 1989: USA, 1995: Stato del Vaticano, 2018:

STEP #21: La candela nella Musica

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 Anno 1949: Valzer delle Candele interpretato da Marisa Fiordalisio, valzer di Cedric Dumont. "Domani tu mi lascerai domani tutti i sogni miei li porterai con te. La fiamma del tuo amor che sol per me sognai invan è luce di candela che già si spegne piano pian. La fiamma del tuo amor che sol per me sognai invan è luce di candela che già si spegne piano pian. Una parola ancor e dopo svanirà un breve istante di felicità. Ma come è triste il cuor se nel pensare a te ricorda i baci tuoi che non son più per me. Domani tu mi lascerai e più non tornerai, domani tutti i sogni miei li porterai con te. La fiamma del tuo amor che sol per me sognai invan è luce di candela che già si spegne piano pian. e più non tornerai." Anno 1970: Una rosa e una candela di Rosanna Fratello. "Una rosa e una candela hanno tempo fino a sera ma un amore che si spegne così lascia sempre una ferita. Quando è l'ora dell'addio ha ragione chi ti las...

STEP #20: I brevetti della candela

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Il famoso chimico Joseph-Louis Gay-Lussac assieme al suo collega Michel Eugène Chevreul brevettarono la stearina nel 1825. Come il sego, questa era derivata dagli animali, ma non conteneva glicerina e bruciava molto più lentamente rispetto alla cera d'api. Nel 1834, Joseph Morgan, brevettò una macchina che rivoluzionò la fabbricazione delle candele e ne permise la vera diffusione di massa. Essa consentiva la produzione continua di candele in stampi usando un cilindro con un pistone mobile per espellere le candele mentre si solidificavano. Tale produzione meccanizzata consentiva la realizzazione di circa 1.500 candele l'ora.Dal libro The Repertory of patent inventions, Vol II, 1834: US21706A di Joel H. Tatum, 1858: brevetta la forma delle candele e la loro composizione interna in modo che siano esternamente lucide e lisce ma anche che non si rompano e che non gocciolino cera.   US26697A  di Campbell Morfitt, 1860 : brevetto della cera vegetale in sosti...

STEP #17: La nuvola dei nomi

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STEP #15: L'evoluzione futura della candela

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La candela in quanto strumento di illuminazione ha già subito numerose evoluzioni nel corso della storia: prima è stata sostituita dalla lampada a gas, poi dalla lampadina, andando sempre più verso una maggiore efficienza energetica. Edison nel 1882 accese le prime lampadine ad incandescenza della storia negli uffici del New York Times di Manhattan. L’energia termica dissipata dalle lampade a incandescenza, era solo un quindicesimo di quella delle lampade a gas. Successivamente si è passati alle moderne lampadine a incandescenza, alle lampadine "fluorescenti compatte" fino ad arrivare alle lampadine a LED: quest'ultime rappresentano la vera svolta nel campo dell’illuminazione dato che si è passati 1,4 lumen/watt delle lampadine ad incandescenza di Edison ai 100 lumen/watt di quelle a LED. Di conseguenza l'evoluzione nel campo dell'illuminazione (riguardante quindi la lampadina e non più la candela) sarà quello di ottenere un'efficienza energetica sem...

STEP #14: La candela come simbolo

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L’aspetto più evidente della candela è quello di illuminare le tenebre, sia in senso materiale, che in senso metaforico: le tenebre simboleggiano l’oscurità del male, il dolore e le paure, mentre la luce della fiamma è uno strumento per fronteggiarle. La sua luce indica il prevalere del bene sul male, rappresenta il potere del bene, la sapienza, l’illuminazione, la conoscenza e la realizzazione spirituale dell’uomo che sconfigge l’oscurità (indice di male, ignoranza, stupidità, materialismo). La candela rappresenta anche i quattro elementi: La terra con la cera, il fuoco con la fiamma, l’acqua con lo sciogliersi della cera, l’aria con il fumo della candela. Simboleggia anche l’uomo: la cera è il corpo, lo stoppino l’anima, la fiamma lo spirito. E' simbolo della vita dato che si accende, si consuma il corpo mentre lo spirito sale al cielo. La candela rappresenta un ponte tra l’uomo e il divino, tra la materia e lo spirito: per questo viene utilizzata dalla maggi...

STEP #12: I materiali della cosa

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Storicamente, già gli antichi romani usavano delle rudimentali candele, costruite inizialmente da cordoni di canapa immersi nella pece o nella cera animale. Poi, fino al 1850, le candele venivano realizzate con la cera d'api o il grasso animale. In generale, la candela è composta da uno stoppino e da una miscela solida composta da un materiale di base e degli additivi: Materiali di base: paraffina, cera d'api, stearina, una miscela di resina e oli minerali, cere vegetali (come cere di palma, di soia o carnauba) e prodotti della lavorazione dei grassi animali. Additivi: cera microcristallina, cere dure, opacizzanti, coloranti, resine e profumi. La paraffina raffinata, un sottoprodotto della raffinazione del petrolio è il materiale di base più utilizzato. La presenza di stearina, di origine animale o vegetale, aumenta il punto di fusione ma soprattutto rende più rigido il materiale. Inoltre viene utilizzata come additivo opacizzante in modo da rendere la candela...

STEP #06: La creazione dell'isola Palmaria

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La storia narra la nascita dell’isola Palmaria, che si trova a pochi metri di fronte a Portovenere, ed è collegata al personaggio mitico Papà Lucerna. Famoso in Liguria per un’altra leggenda che è stata definita “una variante ligure alla leggenda nordica del Vascello Fantasma”, Papà Lucerna viaggiava su una nave che non attraccava mai in nessun porto, destinato a navigare per sempre. L’incontro con il suo scafo preannunciava una felice navigazione anziché, come per il Vascello Fantasma, disavventure e morte. La leggenda dell’isola Palmaria si colloca cronologicamente prima che iniziasse il suo eterno peregrinare per il mare. Appena nato, Papà Lucerna era di gracile costituzione tanto che fu abbandonato dalla madre: veniva considerata una vergogna avere un figlio così esile e debole.  Fu trovato e cresciuto da una parente che per irrobustirlo adottò il sistema di tenerlo appeso al soffitto in modo che il fumo e l’aria calda lo temprassero. Il metodo funzionò tanto che il r...

STEP #05: Il nome

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La prima testimonianza scritta di Portovenere si trova nell'Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini ovvero l’Itinerario Marittimo dell’Imperatore Antonino Pio (161 d.C.) e oltre ad avere la certezza che il borgo esistesse come centro marittimo fin dall'epoca dei romani, abbiamo anche delle informazioni sul nome: viene infatti chiamata: “ Portus Veneri ”. Il nome derivava da un tempio pagano dedicato alla dea Venere, sito esattamente nel luogo in cui ora sorge la chiesa di San Pietro: secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel promontorio. Lo statuto comunale, in virtù della tradizione storica, prevede che il nome sia scritto in forma staccata, ovvero Porto Venere , che troviamo quindi in tutti gli atti e documenti comunali. Il toponimo Portovenere , però, è la variante più diffusa e conosciuta internazionalmente tanto che anche l’ISTAT trascrive nei suoi documenti e censimenti la forma at...

Portovenere e il rinoceronte di Albrecht Dürer

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Fino al XVI secolo il rinoceronte era sconosciuto in Europa. Un esemplare, battezzato Ulisse dai marinai che lo portarono dall'India, fu importato nel 1515 per la prima volta a Lisbona come dono al re portoghese Manuele I. Suscitò molta curiosità non solo tra gli studiosi, ma anche nel popolo portoghese (a ricordarlo, tra le statue che decorano la Torre di Belém di Lisbona c'è anche quella di un rinoceronte).  L'anno successivo il re volle farne dono al papa Leone X per mantenersi in buoni rapporti con lo Stato Pontificio e lo spedì a Roma via mare a bordo di un veliero. La nave, arrivata all'altezza della città ligure di Porto Venere, naufragò a causa di una violentissima tempesta. Il rinoceronte, che prima dell'imbarco era stato incatenato per esser tenuto sotto controllo, non era in grado di nuotare e quindi annegò: «Il mare invidiò e tolse all'Italia questa bestia di ...